Le danze
Le mode danzanti del Novecento
Dal charleston al disco: le danze popolari a cui attinge una revue attraverso i decenni, da dove provengono e come riconoscerle sulla scena.
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Una revue che attraversa il Novecento ha una struttura che è un dono. Quasi ogni decennio ha avuto una danza che i giovani hanno adottato, gli anziani hanno guardato con preoccupazione e che tutti oggi riconoscono. Il costume fa metà del lavoro: un abito con frange dice anni Venti prima ancora che qualcuno si muova, i pantaloni a zampa d'elefante dicono anni Settanta. Sapere qualcosa di ogni moda rende i numeri più divertenti da collocare. Quanto segue è storia generale, tratta dalle voci di Wikipedia su ciascuna danza; la scelta e l'ordine dei numeri in uno spettacolo sono propri di ciascuno. Leggetelo come una guida sul campo per la serata: qualche indizio da ascoltare e osservare, così ogni cambio di costume e di musica vi dice all'incirca dove vi siete fermati sulla pista da ballo del secolo.
Il charleston
Il charleston prende il nome dalla città portuale di Charleston, nella Carolina del Sud. Il suo ritmo è arrivato alla musica da ballo mainstream attraverso un brano del 1923, 'The Charleston', del compositore e pianista James P. Johnson, tratto dallo spettacolo di Broadway Runnin' Wild. La danza probabilmente nacque da antichi balli di sfida afroamericani e ad Harlem divenne un passo veloce con calci, i piedi che scattavano avanti e indietro. Il suo apice arrivò nel 1926 e nel 1927. Sul palco, cercate ginocchia che oscillano, talloni che calciano e frange di perline che volano.
Swing e Lindy Hop
Lo swing dancing si è sviluppato parallelamente allo stile swing del jazz tra gli anni Venti e gli anni Quaranta. Centinaia di stili sono nati e scomparsi; il più noto oggi è il Lindy Hop, nato nelle comunità afroamericane di Harlem nel 1928. Mescola danza in coppia e danza solista, e il suo passo distintivo è lo swingout, che sposta i partner tra una posizione aperta, mano nella mano, e una chiusa. Jitterbug divenne un termine ombrello per queste danze veloci e saltellanti. Sul palco, i numeri swing significano coppie, piroette e sollevamenti.
Rock and roll
Il rock and roll prese forma in America tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio degli anni Cinquanta, fondendo rhythm and blues con gospel, jazz, boogie-woogie e country, e prese il suo nome nel 1954. Il suo backbeat, di solito eseguito dal rullante, lo rese innanzitutto musica da ballo. Gli adolescenti trovarono quel ritmo ideale per far rivivere il jitterbug degli anni delle big band, e nuove mode di ballo seguirono alle feste scolastiche e nelle feste in cantina. Gonne ampie e passi rapidi sono il look tipico di quell'epoca.
Il twist
Il twist fu ispirato al rock and roll e divenne una mania mondiale dal 1959 fino ai primi anni Sessanta. La versione di 'The Twist' di Chubby Checker raggiunse il primo posto nel 1960 e di nuovo nel 1962. I passi sono semplici: piedi alla larghezza delle spalle, fianchi, busto e gambe che ruotano insieme sulle punte dei piedi, braccia tese e quasi immobili. Time magazine notò che i ballerini si toccano appena. È il decennio più facile da riconoscere dal fondo della sala.
Disco
La disco è emersa dalla vita notturna urbana americana alla fine degli anni '60, costruita su ritmi four-on-the-floor, linee di basso sincopate, archi e fiati. Le discoteche stesse erano per lo più un'invenzione francese. Nell'ottobre 1975 l'Hustle dominava la pista, e il film Saturday Night Fever del 1977 portò la disco dance nel mainstream. Il look è inconfondibile: sfere a specchio, luci colorate lampeggianti e abiti tagliati per il movimento. Le sfere a specchio e il colore lampeggiante sono la sua firma.
Il pop e la fine del secolo
La musica pop nella sua forma moderna risale alla metà degli anni '50 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e per un certo periodo significò più o meno la stessa cosa del rock and roll. In seguito venne a indicare musica con ritornelli ripetuti, hook orecchiabili e tempi costruiti per il ballo, attingendo dal rock, dalla dance e dagli stili latini. Questo rende gli ultimi decenni di una rivista del secolo i più variegati: coreografie da videoclip, routine di gruppo e grandi numeri vocali. La guida pratica copre la serata stessa.
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Fonti