Il palcoscenico di Praga
La tradizione del cabaret a Praga
Dal Teatro Liberato degli anni Venti ai piccoli palcoscenici degli anni Cinquanta e Sessanta: la storia del cabaret e della rivista ceca dietro una serata a Praga.
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Praga non si limitò a importare il cabaret. Nei decenni precedenti la Seconda Guerra Mondiale la città costruì una propria tradizione di rivista, canzone e teatro comico, in gran parte in ceco, mescolando jazz, clownerie e umorismo d'attualità. Oggi i visitatori ne incontrano ben poca traccia diretta, perché molto di quel patrimonio dipendeva dalla lingua. Ma spiega perché l'idea di una serata di canzoni, sketch e danza al tavolo qui si senta naturale. Due nomi contano più di tutti: il Teatro Liberato degli anni tra le due guerre e il teatro Semafor, fondato nel 1959.
Il Teatro Liberato
Osvobozené divadlo, il Teatro Liberato, fu fondato nel 1926 come sezione teatrale di Devětsil, un'associazione di artisti d'avanguardia cechi. Le sue prime produzioni attingevano al dadaismo, al futurismo e al movimento ceco chiamato Poetismo, e ponevano nuova enfasi sulle luci e sul contatto tra attori e pubblico. Metteva in scena autori moderni come Apollinaire, Jarry e Cocteau accanto a opere proprie. Il teatro rimase attivo fino al 1938 e fu una parte importante della scena culturale della Prima Repubblica cecoslovacca.
V+W e la Vest Pocket Revue
Nel 1927 due studenti di giurisprudenza, Jiří Voskovec e Jan Werich, si presentarono con uno spettacolo proprio, la Vest Pocket Revue, un montaggio di gag dadaiste, umorismo intellettuale e canzoni jazz. Fu un sensation, e i due si unirono alla compagnia. Il pianista e compositore Jaroslav Ježek si aggiunse lo stesso anno, e le sue canzoni di influenza jazz divennero centrali per il teatro. Voskovec e Werich, noti semplicemente come V+W, indossavano maschere da clown ispirate ai clown Fratellini e in seguito diressero essi stessi il teatro.
Le forbíny e l'umorismo d'attualità
Una delle invenzioni del Teatro Liberato era la forbína, un dialogo improvvisato eseguito sul proscenio davanti al sipario, spesso in reazione agli eventi politici e culturali del giorno. I primi programmi erano liberi, costruiti sull'improvvisazione e sulle reazioni del pubblico. Dal 1932 gli spettacoli divennero apertamente politici e mettevano in guardia contro il nazismo, il che portò censura e proteste. Il teatro fu chiuso nel novembre 1938 e, dopo una breve rinascita nel dopoguerra, non tornò più.
Semafor e le piccole forme
Una nuova generazione di spettacoli teatrali praghesi è arrivata con il Semafor, fondato nel 1959 da Jiří Suchý e Ferdinand Havlík. Il nome è l'acronimo di Sedm Malých Forem, sette piccole forme, che comprendono commedia musicale, teatro di poesia, storia della canzone, jazz, belle arti, cinema e un genere libero. Il Semafor è stato il punto di partenza per molti musicisti cechi, tra cui Karel Gott e Hana Hegerová, e Suchý vi si è esibito per decenni. Propone la stessa miscela di canzone, commedia e musica che ha definito i palcoscenici interbellici della città.
Vicini di casa a Vienna e Cracovia
La scena praghese è cresciuta tra parenti stretti. A Vienna, il modello francese ispirò il Jung-Wiener Theater zum lieben Augustin, ospitato nel Theater an der Wien, e negli anni Venti artisti come Fritz Grünbaum e Karl Farkas lavorarono al Kabarett Simpl. A Cracovia, il cabaret letterario Zielony Balonik, fondato da poeti, scrittori e artisti locali negli ultimi anni delle Spartizioni della Polonia, è considerato l'origine del kabaret polacco. Ogni città prese l'idea parigina di canzone e satira al tavolo e la rese locale, come fece Praga con V+W.
Dalla satira allo spettacolo
Gli spettacoli internazionali odierni a Praga si collocano all'estremo opposto rispetto a V+W. Dove il Teatro Liberato si affidava ai giochi di parole e alla politica cechi, una rivista di decenni punta su costumi, coreografia e musica che tutti riconoscono. Questo la rende accessibile ai visitatori, al prezzo del mordente locale. Se la storia vi affascina, cercate le registrazioni d'archivio delle canzoni di Ježek, che vengono ancora ristampate; per la serata stessa, la guida alla danza spiega gli stili che una rivista prende in prestito.
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Fonti